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primo piano: “Un popolo sognato”

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su Iole Natoli
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Iole Natoli
OPERE
Pitture - Montaggi cromatici - Disegni
Altre opere sono presenti
nelle pagine Poesie e
Cognome materno


Iole Natoli, Coppia. 1976

 

 

 


Iole Natoli, Stoppie, 1979


 


Iole Natoli, Estate, 1980

 


Iole Natoli, Sotterraneo, 1985

 

 

Iole Natoli, Il predatore occulto (dalla Traviata di Verdi), 1988

 

 


Iole Natoli, Metamorfosi, 1989

 

 


Iole Natoli, Samurai del sentiero blu, 1991

 

 

 

 

 

Iole Natoli, Cosmogonia, 1995

 


Iole Natoli, Costellazione magica, 1995

 

 


Iole Natoli, Farfalle viola, 1998

 

Cosmogonia
di Iole Natoli

«Che cosa vedi ragazzo?», chiese Ken a un fanciullo, in ginocchio sulla riva d'un lago.
«Un volto, il mio. Una mano che non è d'un altro e il nero dei capelli sul mio viso».
«Vorresti prenderli?» , domandò il folletto che gli si era intanto avvicinato.
«Forse. Ma per toccarli non dovrò immergere in acqua le mani. Non avrò mai insieme l'acqua, il volto e lo sguardo!».
E nel dir questo pianse.
Le lacrime percorsero le guance. Qualcuna s'insinuò tra le labbra, qualcun'altra scivolò sulle mani, altre ancora ricaddero nel lago.Il fanciullo le seguì con lo sguardo e vide splendere sotto di sé, luminose, le tracce di pianto sulle gote. Portò le mani al viso, con le dita sfiorò le sue lacrime e sorrise.

 

 

 

 

 


Iole Natoli, Andar verso, 1998


Iole Natoli, Odissea nello spazio
(Omaggio a Kubrick), 1977

 



Iole Natoli, Progetto biologico, 1979

 

Credo che il più serio discorso sull'arte
rifugga dalla didascalia e dalla logica
e si affidi e confidi nella favola,
nella metafora, nel mito, perché solo
una percezione artistica del mondo
può narrare dell'arte a chi ci ascolta.

Iole Natoli

 


IoleNatoli, Ritmi dell'universo e della mente, 1986

 


Iole Natoli, Assisi, Basilica, 1988

 


Iole Natoli, Demonocefalo creativo, 1990

 


Iole Natoli, Terra Fenicia, 1993

 

 


Iole Natoli, Stemma gentilizio in campo verde, 1994

 

 


Iole Natoli, The Grey Tree (Omaggio a Mondrian), 1995

 

 


Iole Natoli, Ibridazioni, 1995

 

Iole Natoli, Sull'orizzonte, 1995

 

«Può una teoria, come questa dell'informazione, fatta sulla misura dei rispettabili obiettivi dell'ingegneria misurarsi con dei puledri selvaggi?»
Rudolf Arnheim
A.A. V.V., Estetica e teoria dell'informazione, Bompiani

 


Iole Natoli, Rito apotropaico, 1998


Iole Natoli, Combinazione ritmica, 1978

 


Iole Natoli, Il volo, 1980

 

 

 


Iole Natoli, Flamenco, 1983

 

 


Iole Natoli, Acqua, terra, sole.Campo lacustre, 1986

 

 

Iole Natoli, Avanzando nel caos del giorno, 1989

 

 

 


Iole Natoli, Chasse au chevalet de peinture, 1991

 

 


Iole Natoli, Viaggio interplanetario, 1993

 

Lo spazio il tempo e il possibile
di Iole Natoli

Aveva camminato lungamente. Per ore, giorni o tante primavere? Siebel sognava astri luminosi, specchi di limpida acqua, rami marini innalzanti fiori sino al cielo.
Portava con sé uno zaino, zeppo una volta delle parole degli altri. C'erano il bene e il male; il giusto, il contrario e l'equilibrio di opposti; ma anche l'ampia gamma dei verdi, i rossi accesi dell'aprile, i multipli colori delle cose.
Raggiungendo la riva d'un qualche mare Siebel versava nell'acqua una manciata di parole superflue, affinché le onde le sommergessero o le portassero in altra parte del mondo, a loro piacimento, dove qualcuno le avrebbe raccolte in un secchiello di sabbia, in una rete da pesca o udite durante una gara di surf. Per riavviare la ruota del tempo alla ricerca del giusto e del contrario, dell'equilibrio di opposti, dell'accelerazione e della rarefazione degli eventi, del bene, del male, delle portantine e dei cavalli che soppiantano i veicoli a motore o che ne sono stati soppiantati, dell'io, del tu, del noi, del qui e dell'ora.
Nel suo incessante girovagare aveva abbandonato molte cose, ma di esse una traccia era rimasta nell'infinita memoria. Un giorno s'accorse che poteva recuperare i frammenti di ciò che aveva amato, odiato, patito o immaginato d'aver vissuto, che poteva giocare con le scaglie del tempo in un caleidoscopio multiforme, senza regole o vincoli, al di fuori del sì e del no, del giusto e di ciò che forse non lo è, del vero, del falso, del possibile. E si fermò per tirare i suoi dadi.

Per la mostra del 1993 al PORTNOY, café letterario di Milano.



Iole Natoli, Café Portnoy, 1993



Iole Natoli, Viola equatoriale, 1994

 

 


Iole Natoli, Carnevale, 1998

 

 


Iole Natoli, Danza tribale, 1998


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