La visita al museo
Dodici note alla traduzione di Iole Natoli
©Iole Natoli
(01)
"Prendre la galerie" può ben significare "imboccare", come tradotto da altri. Tuttavia, Prévert non utilizza altri verbi dopo questo: quel "vous prenez" è riferito a tre luoghi successivi, indicando dunque più un percorso significativo, durante il quale si visitano i fantasmi del passato, che l'atto in sé dell'imboccare uno spazio dopo l'altro. Ho preferito, di conseguenza, "percorrere", che suggerisce anche il tempo dell'attraversamento e non il semplice svoltare di qua e di là.
(02)
L'introduzione del "poi" al quinto rigo, effettuata da altri, rischia di rafforzare involontariamente un'erronea interpretazione imperativa del verbo, che è invece al presente indicativo e richiede un tono solo espositivo. Peraltro, opera un prolungamento ( et-vous-tom-bez / e-poi-ca-de-te) della lunghezza del verso, che mi appare non necessario anche sotto l'aspetto ritmico, se si considera che "cadete" sarà inevitabilmente legato in lettura a "nella trappola dei rimpianti", che ha ritmi sillabici diversi da quelli del testo d'origine.
(03)
Ho ritenuto foneticamente sgradevole l'allitterazione ripetuta insita nella traduzione "col coltellino", con cui altri ha reso "avec le petit couteau". Ho preferito dunque lasciare somigliante all'originale questa prima parte del verso, scegliendo inoltre di mantenere inalterata la dizione francese "souvenir", universalmente nota per indicare gli oggettini-ricordo, anche al fine di differenziare la dimensione materiale del "ricordo", in carattere minuscolo nell'originale, dal "Ricordo" tutto interiore e maiuscolo del primo verso della poesia. Infine, ho scelto di sostituire il più letterale "comprato" con "acquistato", ottenendo con tale insieme di accorgimenti una cadenza ritmica del verso, che richiama il susseguirsi dei colpi della lama sulla corteccia di un albero, o su una parete.
(04)
Ritengo che sia ora giunto il momento di richiamare l'attenzione su quel "Mais". Perché mai questo verso inizia
con una congiunzione testuale avversativa? A cosa si contrappone ciò che segue, quale antecedente smentirà? Si oppone all'atteggiamento iniziale del rimembrante.
Voi avete un bell'entrare nel museo con animo tendenzialmente negativo, sta dicendo sostanzialmente Prévert, pensando solo a quel che non avete realizzato, o che avete per un qualsiasi motivo perduto; avrete un bel grattare maniacalmente la parete-memoria, colpirla e inciderla per ritrovare le tracce del malinteso, che vi hanno impedito di realizzare i vostri sogni, ma... Ma non appena sarete nella sala dei Benefici perduti, l'Amore equilibrista e giocoliere vi mostrerà tutti i dolori, le gioie, le luci, le ombre, le vostre antiche, contrastanti emozioni e in quel momento esploderà la ricchezza dei vostri ricordi, riudirete le voci amate, ascoltate, perdute, ma non dimenticate, che si confonderanno in un unitario e variato cinguettio, quasi assordante e corale.
(05)
"Les yeux bandés".
Ho meditatamente evitato di alterare la vicinanza tra soggetto e predicato prevista da Prévert. " Con gli occhi bendati il funambolo Amore danza" comunica qualcosa di diverso da "Il funambolo amore dagli occhi bendati danza". Anteporre la traduzione di "les yeux bandés" al soggetto, come altri ha voluto fare, può risultare forse più gradevole, ma suggerisce una stabile cecità dell'amore, una condizione perenne che offusca quel carattere di rischio, di totale sfida alla ragione, implicita nell'estemporanea esibizione da circo del "funambolo Amore", che in quel particolare momento ha "gli occhi bendati". Presumibimente, è sull'immagine del momento in cui il funambolo Amore riporta, alla cieca, alla memoria una serie di amori passati e non sul luogo comune dell'amore cieco che intendeva soffermarsi l'autore.
(06)
Ho adottato "striato" e non "rigato" (" rayure" significa sia riga sia striatura), sia perché la stria evoca maggiormente l'idea del solco, che rende quasi inservibile un oggetto, sia perché striato, oltre a legare bene col gruppo consonantico "st" di estenuato, è in grado di suggerire molto più di rigato il suono alterato e stridulo del disco.
Per "ravi" ho scelto "incantato" perché esprime meglio di "rapito" l'aspetto quasi magico di ogni evocazione. Inoltre, avendo notato che tutti e quattro i participi aggettivali del verso fanno parte di un movimento ritmico complessivo, determinato dalla caduta dell'accento tonico sulla vocale finale, ho cercato di riprodurre qualcosa di simile in italiano. Ho assemblato così quattro aggettivi, tutti l'accento tonico sulla penultima vocale, in modo da creare un andamento ritmico se non uguale quanto meno analogo a quello presente nel testo francese.
(07)
Nel terzo verso di questa strofa gli aggettivi riferiti alla luna sono un participio presente e un participio passato. Ho ritenuto più aderente al testo non trasformarli in due participi passati. È evidente con quanta cura Prévert abbia voluto affiancare alcuni termini, creando particolari analogie per scelte essenzialmente musicali. Così "sanglante" si sposa nei versi successivi a "vivante" e a "souriante", "endeuillée" a "ensoleillée" e a "émerveillée". Non vi è però ragione per escludere che "sanglante" abbia anche un significato specifico, che va perduto col termine "insaguinata", che altri ha utilizzato. Proprio perché participio passato, "insanguinata" evoca la pura osservazione di qualcosa che è già avvenuto e che ora semplicemente si mostra, in una situazione di stasi. "Sanguinante" invece si e ci colloca nella perfetta attualità dell'evento: la luna in lutto, addolorata e desolata, sta sanguinando adesso, mentre noi la guardiamo, perché ricordando noi ripresentifichiamo il dolore, come tutte le nostre emozioni.
(08)
Non ho ravvisato la necessità di eliminare la congiunzione "e", voluta invece nel terzo e nel quinto verso dall'autore.
(09)
Nel vivido ricordo dei vostri sentimenti vi sentirete uniti al mondo intero, vi riconoscerete negli altri e riconoscerete gli altri in voi, perché l'amore è un'emozione universale e farete parte anche voi, intensamente, del popolo sussurrante degli amanti, ci dice Prévert. Ricordiamocelo quando questo ritornerà nell'ultimo verso.
(10)
E adesso l'esortazione con l'uso dell'imperativo, negativo in " n'écoutez pas" e in " ne prêtez pas", positivo in " donnez-la-lui". Il "Non date solo in prestito" della versione italiana citata all'inizio è corretto. Personalmente preferisco però tradurre "seulement" con "appena", che rende meglio il senso di durata minima e di distrazione impliciti nell'atto.
(11)
"Bruit" si traduce letteralmente con "rumore" e tuttavia a "fragoroso" corrisponde "bruyant". Il "rumore" è sempre privo di grazia e di musicalità, il "fragore" esprime soprattutto l'intensità, la dimensione del suono. Peraltro, nella traduzione pubblicata da Guanda che adotta il termine "rumore", il verso successivo "donnez-la-lui" diviene "ma offriteglielo in dono"; al verso breve ne segue, dunque, uno più esteso e didascalico, in cui l'imperativo appare diluito da una lunghezza inesistente nell'originale. Non così nella sequenza "a questo fragore / accordateglielo" (nel senso di concedetelo con il cuore, affidateglielo), che certamente tradisce meno l'essenzialità e la cadenza di "à ce bruit / donnez-la-lui".
(12)
Mi ha notevolmente stupita la traduzione di "la" con "lo" - presente in entrambi i volumi di Guanda, cosa che indurrebbe a scartare l'eventualità di un errore di stampa - con la quale si è sostituito il referente maschile "bruit" al referente femminile "musique", legittimato dal " la " del testo francese.
Se si fosse voluto riferire al "rumore" (bruit), Prévert avrebbe scritto: Elle ( " oreille ", femminile ) vous le ("bruit", maschile) rendra au centuple / un beau jour / ou un autre jour / la musique du peuple des oiseaux de l'amour.
Operando in tal modo, avrebbe inevitabilmente creato una discordanza con il verso finale, con " la musique du peuple des oiseaux de l'amour", come accade di fatto nella traduzione italiana citata. Ma l'autore si è guardato bene dal mettere il pronome al maschile e dal rendere conseguentemente inintelligibile il ritorno di un verso precedente in chiusura: nella sua mente la poesia si conclude, senza ombra di equivoci, non nel segno e nel suono di un "rumore" (che in italiano è peraltro più greve del corto e cinguettante "bruit" francese), ma nel segno e nel suono di una "musica" , di quella fascinosa e palpitante degli uccelli in amore.
Ho anche immaginato che i traduttori si fossero dati la libertà di sopprimere l'ultimo verso - la musique du peuple des oiseaux de l'amour - e che pertanto nella loro versione italiana quel "lo" fosse riferito non più al "la" (musique) del testo francese, ma alla parola "dono" da loro introdotta. Se così fosse non vi sarebbe contrasto grammaticale, pur rimanendo inalterato l'atto per me arbitrario di modificare tanto profondamente i versi, alterando i riferimenti voluti da Prévert. Tuttavia, nei due libri di Guanda già citati, attualmente in vendita nelle librerie ( Jacques Prévert, Poesie , del 1979, 18ª ristampa ottobre 2003, cod. ISBN 88-7746-174-8 e cod. EAN 9788877461742, e Jacques Prévert, Poesie d'amore, del 1996, 10ª edizione settembre 2007, cod. ISBN ed EAN 9788877468901 ) e reperibili anche in Internet, il verso finale è lì, " la musique du peuple des oiseaux de l'amour" è presente nella chiusura della poesia e smentisce la possibilità da me qui ipotizzata. Resta dunque il contrasto grammaticale e lo spostamento del riferimento da "musique" a "bruit", non motivato da una qualche ragione.
Avevo ipotizzato d'introdurre qui una sola diversità rispetto all'originale, costituita dalla sostituzione del punto fermo con la congiunzione "e", che difficilmente Prévert avrebbe potuto utilizzare in francese senza cadere nella cacofonia, non potendo omettere il soggetto "elle", sostituivo di "oreille". L'introduzione della "e" avrebbe consentito di esaltare il senso di continuità, che, suscitato dalla conservazione dei suoni e delle emozioni a questi collegate, riposa sulla disposizione interiore a riconoscere e accettare il proprio vissuto, come naturalmente iscritto nella dimensione totalizzante del cosmo. Adottando questa soluzione, avrei tradotto "Elle vous la rendra au centuple" con "e vi restituirà centuplicata". Mi è parso però che la presenza del pronome "la", anticipata duplicazione dell'oggetto, svolga la funzione precisa di criptare e al contempo esaltare un messaggio sotteso: visitatori, se ascolterete col cuore non avrete perso di certo il vostro tempo! Così, ho optato per l'assoluta fedeltà al testo, affidando alla sensibilità del lettore, alla sua voce interiore o recitante, l'abilità di attribuire all'anticipazione pronominale e alla successiva espansione oggettiva dell'ultimo verso il giusto peso.
Milano, 31 Maggio 2009
IoleNatoli©2009 traduzione inedita
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