primo piano: Ritorno nella valle degli angeli


|home| |arte e fotografia| |vignette| |cinema| |danza| |libri| |musica| |teatro| |società| |turismo| |link|

Altre traduzioni di Iole Natoli
COLLOQUIO SENTIMENTALE
di Paul Verlaine


LA VISITE AU MUSÉE

di Jacques Prévert
nella traduzione di Iole Natoli

Nelle regie teatrali di un'opera ogni proposta si differenzia dall'altra. È il frutto dell'impronta personale che dà il regista alla rappresentazione del testo. Anche nel mondo delle traduzioni, sovente, esistono versioni differenti di un'opera, perché diversa è la personalità di coloro che mediano la scrittura di un autore.

La traduzione di "La visite au musée" di Prévert, che qui si presenta, si differenzia in più punti da quella classica di riferimento, a cura di Maurizio Cucchi e Giovanni Raboni, pubblicata nella collana Poeti della Fenice da Guanda nei due volumi: Jacques Prévert, Poesie , con uno scritto di Vittorio Sereni, del 1979 e Jacques Prévert, Poesie d'amore , con introduzione di Nico Orengo, del 1996 . Se ne allontana per alcune opzioni lessicali delle quali si espongono le cause, con la certezza che motivare le scelte che si discostano da quelle correnti sia rendere un servizio utile al lettore.


Originale francese
LA VISITE AU MUSÉE


Au musée de cire du Souvenir
vous prenez la galerie des projets avortés
le couloir des velléités
l'escalier des faux désirs
et vous tombez dans la trampe des regrets


vous pouvez graver sur les murs
avec le petit couteau-souvenir acheté à l'entrée
les graffiti du malentendu

Mais
au-dessus de la salle des Bienfaits Perdus
les yeux bandés
le funambule Amour
danse sur la corde raide du bonheur à peine entrevu
du bonheur jamais oublié

Et la musique de son cirque
tourne son disque rayé usé exténué mais ravi
et le disque tourne comme une lune sanglante et endeuillée
radieuse vivante souriante ensoleillée
merveilleuse et émerveillée

Musique du peuple des oiseaux
musique des oiseaux du peuple

Visiteurs
n'écoutez pas cette musique sans l'entendre
ne prêtez pas seulement l'oreille à cette musique
à ce bruit
donnez-la-lui

Elle vous la rendra au centuple
un beau jour
ou un autre jour
la musique du peuple des oiseaux de l'amour

Traduzione italiana
LA VISITA AL MUSEO
©Iole Natoli

Al museo di cera del Ricordo
percorrete la galleria dei progetti abortiti ---------------------------(01)
il corridoio delle velleità
la scala dei falsi desideri
e cadete nella trappola dei rimpianti ---------------------------------(02)


potete incidere sui muri
col piccolo coltello-souvenir acquistato all'entrata ---------------- (03)
i graffiti del malinteso

Ma -------------------------------------------------------------------------- (04)
in cima alla sala dei Benefici perduti
con gli occhi bendati -----------------------------------------------------(05)
il funambolo Amore
danza sulla corda tesa della felicità solo intravista
della felicità mai più dimenticata

E la musica del suo circo
gira il suo disco striato logorato estenuato ma incantato ------ -(06)
e il disco gira come una luna sanguinante e desolata ------------(07)
radiosa palpitante sorridente soleggiata
meravigliosa e meravigliata --------------------------------------------(08)

Musica del popolo degli uccelli
musica degli uccelli del popolo

Visitatori
non ascoltate questa musica senza comprenderla
non date appena in prestito l'orecchio a questa musica ---------(10)
a questo fragore ---------------------------------------------------------(11)
accordateglielo

Ve la restituirà centuplicata --------------------------------------------(12)
un bel giorno
o un altro giorno
la musica del popolo degli uccelli dell'amore

 

La visita al museo
Dodici note alla traduzione di Iole Natoli
©Iole Natoli

(01)
"Prendre la galerie" può ben significare "imboccare", come tradotto da altri. Tuttavia, Prévert non utilizza altri verbi dopo questo: quel "vous prenez" è riferito a tre luoghi successivi, indicando dunque più un percorso significativo, durante il quale si visitano i fantasmi del passato, che l'atto in sé dell'imboccare uno spazio dopo l'altro. Ho preferito, di conseguenza, "percorrere", che suggerisce anche il tempo dell'attraversamento e non il semplice svoltare di qua e di là.

(02)
L'introduzione del "poi" al quinto rigo, effettuata da altri, rischia di rafforzare involontariamente un'erronea interpretazione imperativa del verbo, che è invece al presente indicativo e richiede un tono solo espositivo. Peraltro, opera un prolungamento ( et-vous-tom-bez / e-poi-ca-de-te) della lunghezza del verso, che mi appare non necessario anche sotto l'aspetto ritmico, se si considera che "cadete" sarà inevitabilmente legato in lettura a "nella trappola dei rimpianti", che ha ritmi sillabici diversi da quelli del testo d'origine.

(03)
Ho ritenuto foneticamente sgradevole l'allitterazione ripetuta insita nella traduzione "col coltellino", con cui altri ha reso "avec le petit couteau". Ho preferito dunque lasciare somigliante all'originale questa prima parte del verso, scegliendo inoltre di mantenere inalterata la dizione francese "souvenir", universalmente nota per indicare gli oggettini-ricordo, anche al fine di differenziare la dimensione materiale del "ricordo", in carattere minuscolo nell'originale, dal "Ricordo" tutto interiore e maiuscolo del primo verso della poesia. Infine, ho scelto di sostituire il più letterale "comprato" con "acquistato", ottenendo con tale insieme di accorgimenti una cadenza ritmica del verso, che richiama il susseguirsi dei colpi della lama sulla corteccia di un albero, o su una parete.

(04)
Ritengo che sia ora giunto il momento di richiamare l'attenzione su quel "Mais". Perché mai questo verso inizia con una congiunzione testuale avversativa? A cosa si contrappone ciò che segue, quale antecedente smentirà? Si oppone all'atteggiamento iniziale del rimembrante.
Voi avete un bell'entrare nel museo con animo tendenzialmente negativo, sta dicendo sostanzialmente Prévert, pensando solo a quel che non avete realizzato, o che avete per un qualsiasi motivo perduto; avrete un bel grattare maniacalmente la parete-memoria, colpirla e inciderla per ritrovare le tracce del malinteso, che vi hanno impedito di realizzare i vostri sogni, ma... Ma non appena sarete nella sala dei Benefici perduti, l'Amore equilibrista e giocoliere vi mostrerà tutti i dolori, le gioie, le luci, le ombre, le vostre antiche, contrastanti emozioni e in quel momento esploderà la ricchezza dei vostri ricordi, riudirete le voci amate, ascoltate, perdute, ma non dimenticate, che si confonderanno in un unitario e variato cinguettio, quasi assordante e corale.

(05)
"Les yeux bandés".
Ho meditatamente evitato di alterare la vicinanza tra soggetto e predicato prevista da Prévert. " Con gli occhi bendati il funambolo Amore danza" comunica qualcosa di diverso da "Il funambolo amore dagli occhi bendati danza". Anteporre la traduzione di "les yeux bandés" al soggetto, come altri ha voluto fare, può risultare forse più gradevole, ma suggerisce una stabile cecità dell'amore, una condizione perenne che offusca quel carattere di rischio, di totale sfida alla ragione, implicita nell'estemporanea esibizione da circo del "funambolo Amore", che in quel particolare momento ha "gli occhi bendati". Presumibimente, è sull'immagine del momento in cui il funambolo Amore riporta, alla cieca, alla memoria una serie di amori passati e non sul luogo comune dell'amore cieco che intendeva soffermarsi l'autore.

(06)
Ho adottato "striato" e non "rigato" (" rayure" significa sia riga sia striatura), sia perché la stria evoca maggiormente l'idea del solco, che rende quasi inservibile un oggetto, sia perché striato, oltre a legare bene col gruppo consonantico "st" di estenuato, è in grado di suggerire molto più di rigato il suono alterato e stridulo del disco.
Per "ravi" ho scelto "incantato" perché esprime meglio di "rapito" l'aspetto quasi magico di ogni evocazione. Inoltre, avendo notato che tutti e quattro i participi aggettivali del verso fanno parte di un movimento ritmico complessivo, determinato dalla caduta dell'accento tonico sulla vocale finale, ho cercato di riprodurre qualcosa di simile in italiano. Ho assemblato così quattro aggettivi, tutti l'accento tonico sulla penultima vocale, in modo da creare un andamento ritmico se non uguale quanto meno analogo a quello presente nel testo francese.

(07)
Nel terzo verso di questa strofa gli aggettivi riferiti alla luna sono un participio presente e un participio passato. Ho ritenuto più aderente al testo non trasformarli in due participi passati. È evidente con quanta cura Prévert abbia voluto affiancare alcuni termini, creando particolari analogie per scelte essenzialmente musicali. Così "sanglante" si sposa nei versi successivi a "vivante" e a "souriante", "endeuillée" a "ensoleillée" e a "émerveillée". Non vi è però ragione per escludere che "sanglante" abbia anche un significato specifico, che va perduto col termine "insaguinata", che altri ha utilizzato. Proprio perché participio passato, "insanguinata" evoca la pura osservazione di qualcosa che è già avvenuto e che ora semplicemente si mostra, in una situazione di stasi. "Sanguinante" invece si e ci colloca nella perfetta attualità dell'evento: la luna in lutto, addolorata e desolata, sta sanguinando adesso, mentre noi la guardiamo, perché ricordando noi ripresentifichiamo il dolore, come tutte le nostre emozioni.

(08)
Non ho ravvisato la necessità di eliminare la congiunzione "e", voluta invece nel terzo e nel quinto verso dall'autore.

(09)
Nel vivido ricordo dei vostri sentimenti vi sentirete uniti al mondo intero, vi riconoscerete negli altri e riconoscerete gli altri in voi, perché l'amore è un'emozione universale e farete parte anche voi, intensamente, del popolo sussurrante degli amanti, ci dice Prévert. Ricordiamocelo quando questo ritornerà nell'ultimo verso.

(10)
E adesso l'esortazione con l'uso dell'imperativo, negativo in " n'écoutez pas" e in " ne prêtez pas", positivo in " donnez-la-lui". Il "Non date solo in prestito" della versione italiana citata all'inizio è corretto. Personalmente preferisco però tradurre "seulement" con "appena", che rende meglio il senso di durata minima e di distrazione impliciti nell'atto.

(11)
"Bruit" si traduce letteralmente con "rumore" e tuttavia a "fragoroso" corrisponde "bruyant". Il "rumore" è sempre privo di grazia e di musicalità, il "fragore" esprime soprattutto l'intensità, la dimensione del suono. Peraltro, nella traduzione pubblicata da Guanda che adotta il termine "rumore", il verso successivo "donnez-la-lui" diviene "ma offriteglielo in dono"; al verso breve ne segue, dunque, uno più esteso e didascalico, in cui l'imperativo appare diluito da una lunghezza inesistente nell'originale. Non così nella sequenza "a questo fragore / accordateglielo" (nel senso di concedetelo con il cuore, affidateglielo), che certamente tradisce meno l'essenzialità e la cadenza di "à ce bruit / donnez-la-lui".

(12)
Mi ha notevolmente stupita la traduzione di "la" con "lo" - presente in entrambi i volumi di Guanda, cosa che indurrebbe a scartare l'eventualità di un errore di stampa - con la quale si è sostituito il referente maschile "bruit" al referente femminile "musique", legittimato dal " la " del testo francese.
Se si fosse voluto riferire al "rumore" (bruit),  Prévert avrebbe scritto: Elle  ( " oreille ", femminile ) vous le   ("bruit", maschile) rendra au centuple / un beau jour / ou un autre jour / la musique  du peuple des oiseaux de l'amour.
Operando in tal modo, avrebbe inevitabilmente creato una discordanza con il verso finale, con " la musique  du peuple des oiseaux de l'amour", come accade di fatto nella traduzione italiana citata. Ma l'autore si è guardato bene dal mettere il pronome al maschile e dal rendere conseguentemente inintelligibile il ritorno di un verso precedente in chiusura: nella sua mente la poesia si conclude, senza ombra di equivoci, non nel segno e nel suono di un "rumore" (che in italiano è peraltro più greve del corto e cinguettante "bruit" francese), ma nel segno e nel suono di una "musica" , di quella fascinosa e palpitante degli uccelli in amore.
Ho anche immaginato che i traduttori si fossero dati la libertà di sopprimere l'ultimo verso - la musique  du peuple des oiseaux de l'amour - e che pertanto nella loro versione italiana quel "lo" fosse riferito non più al "la" (musique) del testo francese, ma alla parola "dono" da loro introdotta. Se così fosse non vi sarebbe contrasto grammaticale, pur rimanendo inalterato l'atto per me arbitrario di modificare tanto profondamente i versi, alterando i riferimenti voluti da Prévert. Tuttavia, nei due libri di Guanda già citati, attualmente in vendita nelle librerie ( Jacques Prévert, Poesie , del 1979, 18ª ristampa ottobre 2003, cod. ISBN 88-7746-174-8 e cod. EAN 9788877461742, e Jacques Prévert, Poesie d'amore, del 1996, 10ª edizione settembre 2007, cod. ISBN ed EAN 9788877468901 ) e reperibili anche in Internet, il verso finale è lì, " la musique  du peuple des oiseaux de l'amour" è presente nella chiusura della poesia e smentisce la possibilità da me qui ipotizzata. Resta dunque il contrasto grammaticale e lo spostamento del riferimento da "musique" a "bruit", non motivato da una qualche ragione.
Avevo ipotizzato d'introdurre qui una sola diversità rispetto all'originale, costituita dalla sostituzione del punto fermo con la congiunzione "e", che difficilmente Prévert avrebbe potuto utilizzare in francese senza cadere nella cacofonia, non potendo omettere il soggetto "elle", sostituivo di "oreille". L'introduzione della "e" avrebbe consentito di esaltare il senso di continuità, che, suscitato dalla conservazione dei suoni e delle emozioni a questi collegate, riposa sulla disposizione interiore a riconoscere e accettare il proprio vissuto, come naturalmente iscritto nella dimensione totalizzante del cosmo. Adottando questa soluzione, avrei tradotto "Elle vous la rendra au centuple" con "e vi restituirà centuplicata". Mi è parso però che la presenza del pronome "la", anticipata duplicazione dell'oggetto, svolga la funzione precisa di criptare e al contempo esaltare un messaggio sotteso: visitatori, se ascolterete col cuore non avrete perso di certo il vostro tempo! Così, ho optato per l'assoluta fedeltà al testo, affidando alla sensibilità del lettore, alla sua voce interiore o recitante, l'abilità di attribuire all'anticipazione pronominale e alla successiva espansione oggettiva dell'ultimo verso il giusto peso.

 

Milano, 31 Maggio 2009

IoleNatoli©2009 traduzione inedita
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
ALL RIGHTS RESERVED
TOUS LES DROITS RESERVES
I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di
riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo,
sono riservati per tutti i Paesi.