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Ennio Nicotra |
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Intervista con il direttore d'orchestra Ennio Nicotra Dice un proverbio che gli estremi si toccano. Il postulato sembra avere del vero nel caso del direttore d'orchestra Ennio Nicotra, che ha reso due città decisamente antitetiche per clima, la solare Palermo e la gelida San Pietroburgo, poli contigui della sua vita e della sua attività. Lo incontriamo questo luglio in Sicilia, in una sera di regolare caldo palermitano. Ennio, è noto a tanti che sei un bravissimo direttore d'orchestra che si occupa molto della didattica. Ho sempre nutrito la passione per la visualizzazione della musica, ritengo che sia una cosa innata. Il nonno non suonava il violino, mia madre aveva una bella voce e cantava bene ma musicisti in famiglia proprio no. Già verso i 5 anni frequentavo i concerti, questo sì, andavo al Teatro Biondo, agli Amici della Musica e a vedere l'Opera al Teatro Massimo. |
In che modo manifestavi questo desiderio? |
Dopo essersi diplomato al Conservatorio di musica di Palermo, Ennio Nicotra si sposta in Russia per frequentare il corso del Maestro Ilya Musin di cui diventa molto presto assistente. Nel 2002 crea la Ilya Musin Society, allo scopo di far conoscere il sistema di codificazione gestuale ideato dal Maestro. |
E tu non te lo facesti ripetere due volte. |
![]() Ennio Nicotra, Ilya A. Musin, Valery Gergiev |
Il periodo di studi è stato facile? |
«Perché avete la dote non comune di sentire la musica e saperla trasmettere agli altri. Vi ho preso per questo e son contento di non essermi sbagliato». Uscii da quel colloquio rincuorato, ma non del tutto convinto. Devo però riconoscere che quest'aspetto, grazie allo studio con lui, per me non ha più segreti. Chiaramente la direzione d'orchestra non consiste solamente nell'usare le mani, presuppone un grande lavoro e ho seguito, infatti, anche altri corsi. Muovere correttamente le braccia però è fondamentale, perché è mediante quelle che tu comunichi con l'orchestra. |
Certe volte le persone si mettevano in fila per ore davanti al negozio di alimentari, senza sapere se poi avrebbero trovato tutto esaurito. Mi ricordo che passai il Capodanno del ‘90 girando, con 12° sotto zero, alla ricerca di un tozzo di pane. Solamente nel tardo pomeriggio trovai un panificio aperto - immaginati la fame, con 12° sotto zero! - e comprai due pagnotte. Una me la sbranai per intero sul tram, incurante delle mani sporche, e l'altra metà me la portai a casa. |
![]() Effetto Russia |
Nel frattempo che hai fatto? |
Neve a San Pietroburgo, cortile di casa Nicotra |
Sei stato in Russia un bel po', come mai sei tornato? |
Quindi ti sei “stabilizzato” in una sorta di mobilità permanente… Sì. Il circuito include anche Madrid, dove sono già stato per due Masterclass e dove tornerò a breve. Una volta ho diretto presso la Fondazione Carlos de Amberes, che risale al 1494 e che è situata adesso nella Calle Claudio Coello, nota per l'attentato dell'ETA che provocò la morte di Carrero Blanco, capo del governo franchista e delfino di Franco. Parliamo del libro che hai pubblicato anni fa e che adesso è uscito in una nuova edizione quadrilingue. Facendo l'assistente di Musin per tre anni a Siena, all'Accademia Chigiana, avevo notato come i ragazzi difettassero quasi sempre delle basi, del sapere come si dà un attacco, delle cose essenziali. Cominciai allora a tradurre in italiano Tecnica della direzione d'orchestra di Musin, ma ben presto mi resi conto dei limiti: lo stile alquanto letterario ne avrebbe ridotto la possibilità di comprensione, i costi di traduzione per circa 400 pagine sarebbero giunti alle stelle e, in più, descrivere i gesti non sarebbe stato adeguato allo scopo. Una materia che si basa sul movimento necessita di visualizzazione e la presenza di qualche disegno mi appariva del tutto insufficiente. Così, basandomi sull'insegnamento diretto e sul libro del Maestro, decisi di fare una sintesi dei principi di base e di affiancare al testo un video che mostrasse il gesto, che rendesse comprensibile visivamente ciò che è corretto e ciò che non lo è, avvalendomi dell'esecuzione pianistica di Antonio Ballista e di Bruno Canino e di una grafica esemplificativa.Pensi di scrivere qualcos'altro sul piano didattico? C'è l'idea di fare un secondo livello, ma per questo bisognerebbe coinvolgere un'orchestra e i costi sarebbero notevoli. Non ci sono altri sistemi d'insegnamento che utilizzino video, al momento? Altri lavori di natura analoga? No. Al momento non c'è nessun lavoro con testo, video e grafica oltre al mio. È il più usato al Conservatorio “Nikolaj Rimskij-Korsakov” di San Pietroburgo. Mi hanno scritto dal Messico, dalla Nuova Zelanda, dal Cile, dal Sudafrica. L'altra volta ho visto un avviso, credo messicano: “Urge el manual del maestro Nicotra”. Urge. Io dico sempre: prima di Musin c'erano le scuole tedesca, canadese, italiana, austriaca... Musin è al di sopra di tutto ciò, perché ha creato un codice che prescinde dalla parola e si affida al gesto preciso, univoco, che tutti possono comprendere, perché lo vedono e la visione è un linguaggio universale. Palermo, luglio 2010 ©2010 Iole Natoli, kultbazar.com. |