D.: Perché il personaggio di Celestina ha un peso così rilevante nel lavoro?
R.: Abbiamo prima avuto l'idea d'un fou savant e poi Vacis ha proposto d'ispirarci a Celestina, che abbiamo conosciuta davvero, tanti anni fa, per cantare anche lei, per renderle omaggio, perché è stata una donna molto simpatica e provata da 25 anni di manicomio. Il suo personaggio mi consente di attraversare con un punto di vista preciso e parziale, anche arbitrario, la storia. Ci siamo posti la domanda: ma davanti a questo Celestina cosa direbbe? Lei direbbe quello che tutti dicono: che nessuno c'è mai cascato nella storia dell'incidente! Direbbe che Mattei è uno che ha rischiato, sapendolo bene, la vita. Gli ultimi mesi, erano tutti lì ad additare lui; si era fatto tanti nemici attorno che il gioco ormai era a chi arrivava a ucciderlo primo, a chi avrebbe avuto l'accesso più facilmente.
Non volevo ridurre lo spettacolo al “caso”, mi premeva che emergesse una dimensione umana molto forte. E questo emerge soprattutto nel rapporto di Celestina col corpo, coi resti di Enrico Mattei. Quando ho visto l'atto di polizia con l'elenco dei ritrovamenti a Bascapè, con l'enumerazione dei vari pezzi, mi è venuta in mente la meditazione sul corpo, una cosa che solo Celestina avrebbe potuto fare. Solo lei avrebbe potuto nominare, stare a guardare con amore anche dei pezzi, prendendo alla lettera pezzi di corpo come pezzi di storia di quest'uomo, pezzi di un calvario umano, con l'affetto tipico delle persone semplici, che possono fare anche le cose più assurde con dolcezza.
D.: E a quali conclusioni ti porta la sua commossa e dolente partecipazione?
R.: Credo fermamente che non si possa liquidare Mattei semplicemente dicendo che era un corruttore, trovo che si debba distinguere, sia perché la corruzione in Italia comincia ben prima di lui, sia perché c'è corruzione e corruzione. Nella visione di quest'uomo era primaria, ci dice Celestina, l'esigenza di andare veloci , perché l'Italia non poteva aspettare per risollevarsi. C'è molta differenza tra il ricorrere alla corruzione per intascarsi del denaro e ricorrervi nell'ambito di un grande progetto per tutti, per lo Stato, per un benessere comune. Ciò sicuramente non lo lava, è stato un corruttore e questo va riconosciuto, ma in lui ci sono state molte altre cose: la sua visione sui rapporti con il resto del mondo, con i paesi produttori di petrolio, ad esempio. Aveva una visione etica della funzione dello Stato, della fabbrica, e una grande fiducia nelle persone, soprattutto nei giovani. Non ho ambizioni giornalistiche su questo spettacolo, però un'ambizione o desiderio l'avrei: di riportare l'attenzione su una morte bianca. Enrico Mattei è un caduto sul lavoro.
Note biografiche.
Laura Curino, torinese, è tra i fondatori del Laboratorio Teatro Settimo.
Tra gli spettacoli di cui è autrice e/o attrice: Esercizi sulla tavola di Mendeleev, 1984; Elementi di struttura del Sentimento, 1985; Nel Tempo tra le guerre , 1988; Istinto Occidentale , 1988; Stabat Mate, 1989; La Storia di Romeo e Giulietta, 1990; Passione, monologo, 1992; Villeggiatura, smanie, avventure e ritorno, 1993; Canto per Torino, 1995; Canto delle Città, 1996; Olivetti, monologo, 1996; Adriano Olivetti, 1998; Cori, 1999; Geografie, 1999; Fenicie, 2000; Macbeth Concerto, 2001; L'età dell'oro, 2002; Il Pranzo di Babette, 2002; Una stanza tutta per me, 2004; Il sorriso di Daphne , 2005; La Magnifica Intrapresa, Galeas per Montes, 2007; Le Designer , pioniere di stile... 2008; Santa Barbera, La Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze
con suggestioni dal ciclo di affreschi di Lorenzo Lotto, 2008; Viaggiatori di Pianura , Tre storie d'acqua, 2008.
Numerosi i premi per la recitazione e la drammaturgia. Varie pubblicazioni.
Milano, aprile 2010 |