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Moni Ovadia e Shel Shapiro in Da William Shakespeare Dall'1 al 13 Febbraio 2011 |
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Il germe dell'antisemitismo nella cultura europea e l'attuale clima politico nostrano In una sorta di teatro improprio, uno spazio poco luminoso e assai squallido, che prefigura i possibili ambienti futuri di un settore ormai privo di risorse, un regista appollaiato su un rustico scranno, Moni Ovadia, attende la venuta di un uomo da cui dipende la realizzazione di un sogno: portare finalmente sulla scena Il Mercante di Venezia di Shakespeare. |
Essendo questa l'unica possibilità concreta della quale gli è dato di fruire, il regista senza finanziamenti accetta e i l Mercante di Venezia va in prova. |
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La pièce è un viaggio aspro e a volte comico, che ha quali punti nodali il testo shakespeariano nell'inglese originale dell'epoca, uno italiano di condivisa fruizione, le diverse strategie attoriali e registiche, i risvolti amorali dell'impresario (un vile gangster, commerciante di organi), le riflessioni sullo statuto sociale dell'ebreo nei secoli e nella drammaturgia shakespeariana, la radicale ideologia antisemita di cui il personaggio di Porzia è portavoce. Il tutto agito tramite intersezioni e spiazzamenti, nei quali fruttuosamente s'inserisce la Moni Ovadia Stage Orchestra - con Luca Garlaschelli (contrabbasso), Massimo Marcer (tromba), Albert Florian Mihai (fisarmonica), Vincenzo Pasquariello (pianoforte), Paolo Rocca (clarinetto) -, in quel mix di teatro parlato e musicale tipico delle opere di Ovadia, che qui si avvale del canto di Lee Colbert e di quello di Federica Vincenti. Milano, 2 Febbraio 2011 |